Dispenser per bagni pubblici: come ridurre gli sprechi

Dispenser automatico foam

Quando si parla di dispenser per bagni pubblici la prima cosa che viene in mente è probabilmente quella più evidente: l’estetica.

Ci sono dispenser bianchi, neri, cromati, colorati, minimal, grandi, piccoli, da parete o integrati in sistemi più completi per i servizi igienici. Ma se la scelta riguarda un bagno pubblico, un’azienda, un ristorante, una palestra, una struttura ricettiva o un ambiente con un’elevata frequenza di utilizzo, fermarsi al colore o al design sarebbe un errore.

Le vere differenze sono spesso molto meno visibili.

Come viene erogato il prodotto? Quanto ne viene erogato? Chi decide la quantità? Come viene ricaricato il dispenser? Quanto prodotto viene effettivamente consumato?

E soprattutto: il dispenser che costa meno all’acquisto è davvero quello che permette di risparmiare di più nel tempo?

La risposta, molto spesso, è no.

Dispenser per sapone: non esiste un solo tipo di prodotto

Prima ancora di scegliere il sistema di erogazione, bisogna capire quale prodotto dovrà essere utilizzato, infatti tra i dispenser per sapone professionali c’è molta più varietà di quanto si possa pensare.

Dispenser per sapone liquido: Il sapone liquido è probabilmente la soluzione più conosciuta e versatile, può essere erogato attraverso sistemi manuali oppure automatici, a seconda del dispenser scelto.

Dispenser per sapone in gel: Il sapone in gel ha una consistenza generalmente più densa rispetto al sapone liquido tradizionale, non tutti i dispenser sono progettati per gestire i prodotti con caratteristiche e viscosità differenti.

Dispenser per sapone in schiuma, una soluzione particolarmente interessante quando si vuole lavorare sul controllo dei consumi permettendo di utilizzare quantità contenute di sapone liquido per ogni lavaggio.

Dispenser per pasta lavamani per un’esigenza completamente diversa: quella degli ambienti professionali e industriali di officine, fabbriche, laboratori e stabilimenti produttivi che necessitano qualcosa per lo sporco particolarmente resistente.

Dispenser automatico o manuale: la differenza non è solo il pulsante

Una delle prime scelte da fare riguarda il sistema di erogazione, da una parte troviamo i dispenser automatici no touch, dotati di sensore e dall’altra i più tradizionali dispenser manuali, nei quali l’utilizzatore deve premere un pulsante, una leva o un altro meccanismo per ottenere il sapone.

A prima vista potrebbe sembrare una differenza molto semplice, in realtà cambia completamente il modo in cui il prodotto viene utilizzato e, soprattutto, controllato.

Nel caso di un dispenser sapone automatico no touch, l’utilizzatore avvicina la mano al sensore e il sistema rileva la presenza, attivando l’erogazione. Non è quindi necessario toccare fisicamente il dispenser e questo rappresenta in primis un vantaggio dal punto di vista igienico, soprattutto nei bagni pubblici e negli ambienti caratterizzati da un’elevata frequenza di utilizzo.

Ma il vero vantaggio può essere un altro: la quantità di sapone erogata può essere regolata. La dose viene impostata attraverso le regolazioni del dispenser e, una volta definita, rimane costante.

L’utilizzatore non può quindi decidere di premere più forte o più volte per ottenere una quantità maggiore, perchè ogni erogazione corrisponde alla dose stabilita.

Il temporizzatore per limitare i consumi

Alcuni sistemi automatici permettono inoltre di impostare un temporizzatore tra un’erogazione e l’altra.

Si tratta di una funzione particolarmente interessante negli ambienti ad alta frequentazione.

Il sistema può infatti impedire che vengano effettuate erogazioni consecutive a distanza di pochissimo tempo, contribuendo a limitare l’utilizzo improprio o eccessivo del prodotto.

Ancora una volta, il punto non è soltanto l’igiene, ma anche e soprattutto il controllo del consumo.

Dispenser manuale: semplice, ma meno controllabile

Il funzionamento del dispenser sapone manuale è decisamente più intuitivo.

L’utilizzatore preme e ottiene il prodotto, il problema è che, in molti sistemi manuali, non esiste un controllo particolarmente preciso sulla quantità effettivamente erogata.

L’utilizzatore può premere una volta, due volte o anche più volte e può farlo semplicemente perché ritiene che sia necessaria una maggiore quantità di sapone.

Il risultato è che la dose effettivamente utilizzata può essere superiore a quella realmente necessaria.

…e se su un singolo lavaggio la differenza può sembrare insignificante, proviamo a moltiplicarla per centinaia di utilizzatori ogni giorno, per mesi e poi per un intero anno.

Il dispenser più economico è davvero quello più conveniente?

Quando un’azienda deve acquistare i dispenser per i propri servizi igienici, è naturale confrontare i prezzi.

Il dispenser manuale, non dovendo integrare sensori, elettronica e altri sistemi tecnologici, può avere un costo iniziale inferiore rispetto a un modello automatico.

Ma acquistare un oggetto a un prezzo più basso significa necessariamente spendere meno? Non sempre.

Perché il prezzo di acquisto è soltanto una delle voci che compongono il costo reale di un sistema.

Bisogna considerare anche i costi di gestione, gli sprechi, il sistema di ricarica, il tipo di sapone…

Ed è proprio qui che una soluzione apparentemente più costosa può, nel tempo, rivelarsi più conveniente.

Il sistema di ricarica: un altro aspetto da non sottovalutare

Un’altra differenza importante tra i diversi dispenser professionali per bagni è il modo in cui vengono riforniti. Possiamo trovare sistemi che utilizzano ricariche dedicate, cartucce o sistemi con refill manuale effettuato da un operatore.

Anche in questo caso non esiste una soluzione universalmente migliore, dipende dall’ambiente, dalla frequenza di utilizzo e dall’organizzazione della struttura.

Ma c’è un aspetto che merita particolare attenzione nel refill manuale del dispenser. Quando un dispenser viene aperto e riempito manualmente da un operatore, è necessario prestare particolare attenzione alle procedure di pulizia e rifornimento.

Se il sistema non viene gestito correttamente, l’apertura del contenitore e l’introduzione di nuovo prodotto possono aumentare il rischio di contaminazione del dispenser o del prodotto, con possibili fenomeni di contaminazione crociata.

La vera domanda è: quanto mi costa il bagno?

Quando si analizza la gestione dei servizi igienici aziendali, quindi, sarebbe utile smettere di guardare esclusivamente al prezzo del singolo prodotto e chiedersi invece quanto costa complessivamente la gestione del bagno.

È proprio su questo approccio che si basa il servizio Samot dedicato alle aziende, non proponiamo semplicemente un catalogo di dispenser per bagni pubblici tra cui scegliere.

Partiamo dalle esigenze reali della struttura.

L’obiettivo è trovare un equilibrio tra igiene, praticità, consumi e costi di gestione e poi ci occupiamo anche della fornitura periodica dei materiali di consumo, permettendo all’azienda di non doversi preoccupare continuamente delle scorte e dei riordini.

In questo modo l’azienda può avere a disposizione i materiali necessari senza dover gestire internamente ogni singolo riassortimento.

È un approccio particolarmente utile per le grandi realtà, dove il numero di servizi igienici e di utilizzatori rende la gestione dei consumabili un’attività tutt’altro che trascurabile.

Non scegliere semplicemente il dispenser che costa meno. Scegli il sistema che ti permette di spendere meglio.

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